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MOBILITA’ DS: il grande inganno

La pubblicazione della nota del MIM sulla mobilità dei dirigenti scolastici ha scoperto le carte sul grande inganno. Ci tornano alla memoria le parole del sommo poeta: ” perdete ogni speranza o voi che entrate…” che potrebbero essere rivolte, oggi, ai dirigenti fuori regione, ultimi tra gli ultimi, i dimenticati, che si vedono passare davanti praticamente tutti. A parole, a furor di comunicati, tutti i sindacati vogliono risolvere il problema: peccato che i fatti dicano ben altro. Innanzitutto, se tutti vogliono risolvere il problema la domanda nasce spontanea: come mai in tanti anni il problema non è stato risolto? Come mai la situazione si è incancrenita sempre di più? Analizziamo la situazione. Per anni hanno sostenuto che la soluzione l’avrebbero trovata con il nuovo CCNL area istruzione e ricerca e tutti siamo stati, si fa per dire, col fiato sospeso attendendo la soluzione miracolosa, ma così non è stato. Subito dopo c’è stato un dietro front…no …aspettate….ci vuole un emendamento….e di nuovo tutti là ad aspettare, ma no, anche stavolta non abbiamo raccolto quanto sperato. A seguire il famoso confronto da cui sarebbe dovuto scaturire chissà cosa: cari colleghi, conosciamo molto bene l’istituto del confronto che non vincola in nessun modo l’amministrazione, e difatti l’amministrazione ha continuato il suo percorso con tranquillità e dalla montagna è stato partorito il topolino: nulla è cambiato nella realtà. Certo, sulla carta sembra che qualche risultato sia stato raggiunto, ma in verità non è così, è solo come il gioco delle tre carte, e cioè si confondono le carte ma alla fine vince sempre il banco!!

I sindacati hanno applaudito al dimensionamento che sta togliendo e toglierà posti soprattutto nelle regioni del sud dove aspirano a rientrare i fuori regione.

I sindacati hanno fatto pressione sull’amministrazione per far bandire il concorso ordinario in TUTTE le regioni e non solo dove c’è carenza di dirigenti.

I sindacati hanno organizzato i corsi di formazione per i riservisti.

Le sentenze hanno la priorità.

Il Lazio è intasato da chi cerca, legittimamente, di avvicinarsi a casa e pertanto non c’è spazio per i laziali.

In Campania… entrano i riservisti su sentenza e i pleno iure restano fuori perché i posti sono sempre pochissimi. L’anno scorso abbiamo visto il 100% di zero. Gran bel risultato, davvero, si commenta da solo.

La nota riporta:” Mobilità interregionale. Ai sensi dell’art. 12 del DL 31 maggio 2024, n. 71, esclusivamente per le operazioni di mobilità dell’anno scolastico 2024/2025 è prevista una mobilità straordinaria dei dirigenti scolastici, per la quale è reso disponibile il 100 per cento del numero dei posti vacanti in ciascuna regione, fatti salvi i contingenti regionali dei posti del concorso ordinario di cui al DPIT n. 2788/2023. Nelle regioni in cui le procedure del concorso ordinario non si concludono in tempo utile per le immissioni in ruolo dell’anno scolastico 2024/2025, alla mobilità interregionale per l’anno scolastico 2024/2025 può essere destinato, in aggiunta, un ulteriore numero di posti, nel limite del 50 per cento del contingente regionale del concorso medesimo”

Il 100 per cento del numero dei posti vacanti….sappiamo bene che il 100 per cento può essere pari a zero o a poche unità che non accontentano nessuno tranne forse qualche dirigente (non tutti) con L 104.

….può essere destinato, in aggiunta, un ulteriore numero di posti, nel limite del 50 per cento del contingente regionale del concorso medesimo” subito dopo però c’è la trappola: da reintegrare in occasione delle immissioni in ruolo degli anni scolastici successivi, a valere sul contingente delle disponibilità per le operazioni di mobilità dei corrispondenti anni, cioè quello che forse ti diamo adesso te lo togliamo gli anni a venire e sempre che non derivino esuberi di personale per il triennio relativo agli anni scolastici 2024/2025, 2025/2026 e 2026/2027. Visto il massiccio dimensionamento possiamo ipotizzare che deriverebbero esuberi.

11-undecies. I soggetti destinatari di provvedimenti di revoca della nomina o di risoluzione del contratto di dirigente scolastico, adottati in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali, che hanno partecipato con riserva al concorso indetto con decreto del direttore generale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 1259 del 23 novembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 90 del 24 novembre 2017, superando la prova scritta e la prova orale, a condizione che abbiano superato il relativo periodo di formazione e prova, sono immessi in ruolo con decorrenza dal 1° settembre 2024 nei posti vacanti e disponibili, con precedenza rispetto alle assunzioni per l'anno scolastico 2024/2025.E ancora: … sono disposte in subordine alle esecuzioni di provvedimenti giurisdizionali dai quali consegue l'immissione in ruolo e con precedenza rispetto alle procedure di mobilità.

Cosa resta per i dirigenti fuori regione, ultimi tra gli ultimi, i dimenticati, che si vedono passare davanti tutti?

I dirigenti che hanno portato avanti la scuola perfino durante il covid senza il conforto degli affetti familiari, anzi con la preoccupazione per la salute dei loro cari lontani.

Ecco svelato il grande inganno. A voi colleghi fuori regione tutta la solidarietà e il supporto di U.Di.S.I.

Altro vulnus di cui nessuno fa menzione è il seguente: si terrà conto delle attitudini e delle capacità professionali del singolo Dirigente, da valutare considerando le esperienze svolte nel ruolo dirigenziale e le competenze maturate, anche in relazione alle caratteristiche e agli obiettivi delle istituzioni scolastiche richieste, così come desumibili dai documenti di programmazione delle stesse, al fine di tenere conto delle prioritarie esigenze di funzionamento delle scuole.

Dato che non esiste ancora un sistema di valutazione dei dirigenti da chi dovremmo essere valutati? Saremo ancora in balia della discrezionalità degli uffici scolastici? A chi potremo appellarci?