Qualità dell’aria nei locali scolastici

QUALITA’ DELL’ARIA NEI LOCALI SCOLASTICI

Dopo una lunga attesa è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 agosto il DPCM del 26 luglio con cui vengono adottate le “Linee guida sulle specifiche tecniche in merito all’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione e agli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici e in quelli confinati degli stessi edifici”. Anche in questo caso, come è spesso accaduto negli anni della pandemia, le decisioni che riguardano la scuola arrivano in maniera tardiva. A ridosso della riapertura non ci sono i tempi per mettere in campo azioni che esulano dai consueti preparativi per il nuovo anno scolastico e il personale scolastico, a partire dai dirigenti, dopo un altro anno difficile e faticoso ha diritto alle ferie.

La pandemia ha posto l’accento sul problema della qualità dell’aria indoor nelle scuole che assume un particolare significato e rilievo, sia per le eventuali vulnerabilità di studenti e lavoratori, sia per gli elevati tempi di permanenza e molto si è discusso sui metodi e mezzi per garantire tale qualità.

La finalità dichiarata delle Linee guida è fornire indicazioni sugli “apparecchi di sanificazione, igienizzazione e purificazione dell’aria” e indicazioni sugli “ standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici e in quelli confinati degli stessi edifici …..in relazione al presente quadro epidemiologico e alle conoscenze sulla dinamica dei contagi da virus aerei». In merito alla sanificazione/disinfezione delle superfici, restano valide le raccomandazioni contenute nei nei Rapporto ISS COVID-19 n. 19,25,56 del 2020 e n. 12 del 2021.

I destinatari del documento sono sia i fabbricanti/responsabili dell’immissione sul mercato, sia gli utilizzatori finali che potranno effettuare una selezione consapevole in base alle specifiche tecniche e agli standard minimi di qualità indicati nei riferimenti citati nel documento. Gli apparecchi scelti dovrebbero essere sempre accompagnati da documentazione attestante test specifici che dimostrino efficacia e sicurezza nelle condizioni di utilizzo in ambienti simili agli ambienti scolastici in cui si intendono installare.

Nel documento viene richiamato il Rapporto ISS COVID-19 n. 11/2021 in cui si sottolinea che la ventilazione, naturale o meccanica, è parte strategica degli interventi di prevenzione e controllo della riduzione del rischio di trasmissione di COVID-19 ma va sempre integrata con le altre misure dimostratesi efficaci: il distanziamento fisico, l’uso delle mascherine (controllo alla sorgente), il lavaggio delle mani, l’etichetta respiratoria per la tosse e gli starnuti, la sanificazione delle superfici. Arrivando al dunque l’indicazione che viene data nelle Linee guida è la seguente ” i ricambi dell’aria possono essere migliorati utilizzando quanto più possibile le aperture delle finestre e dei balconi, creando una corrente d’aria, aprendo quindi contemporaneamente finestre e porta dell’aula per pochi minuti più volte al giorno”.

Misure, queste, già ampiamente adottate delle scuole da conciliare, però ,con l’esigenza di non esporre gli studenti, specialmente i più piccoli, alle basse temperature del clima invernale. In aggiunta “ si raccomanda che l’utilizzo di dispositivi aggiuntivi di sanificazione, purificazione e ventilazione sia preso in considerazione solo una volta che le misure sopra indicate in modo esemplificativo siano state identificate e intraprese, e ciononostante, sia dimostrato che la qualità dell’aria non sia adeguata”.

Dalla lettura del testo appare evidente che i dispositivi, le cui caratteristiche tecniche vengono ampiamente analizzate, possono essere acquistati e installati solo quando è stato verificato che le altre misure si siano dimostrate insufficienti a garantire l’adeguata qualità dell’aria indoor. C’è un problema da risolvere di non poco conto: con quali fondi si acquistano i dispositivi se si verifica tale necessità considerato l’elevato numero di aule presenti in ogni istituzione scolastica?

Cosa deve fare il Dirigente scolastico

Il dirigente scolastico non ha certo le competenze tecniche necessarie e pertanto dovrà richiedere alle Autorità competenti (Dipartimenti di prevenzione delle ASL e ARPA) di effettuare le attività preliminari di monitoraggio della qualità dell’aria e di individuazione delle soluzioni più efficaci da adottare in conformità alle linee guida. Sulla base degli esiti della predetta attività, se necessario, richiederà all’ente proprietario dell’edificio di attivarsi per porre in essere gli interventi necessari, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

8 Ago 2022

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