È stato firmato il nuovo CCNL Area Istruzione e Ricerca. …….ma non risolve nessuno dei problemi della dirigenza scolastica! Con una grande fretta si è arrivati alla firma e i sindacati firmatari attribuiscono questa fretta all’Aran, ipotesi non molto attendibile perché, come ben sappiamo noi dirigenti scolastici, per arrivare alla firma entrambe le parti devono essere d’accordo: da una parte dell’amministrazione dell’altra i sindacati, quindi possiamo sicuramente concludere che anche i sindacati si sono affrettati a firmare un contratto che non porta nulla di significativo ai dirigenti scolastici.
· Siamo ancora ben lontani dalla perequazione con i dirigenti amministrativi di 2ª fascia.
· Non vengono alleggeriti gli incarichi obbligatori.
· Non viene inserito e il lavoro agile al 1º anno di servizio per i dirigenti in anno di prova.
· Non ci sono gradualità nelle sanzioni disciplinari
· Non vi è traccia di alleggerimento di responsabilità per le mancanze del personale di cui si fa carico al dirigente.
A peggiorare un quadro già “nero” si aggiunge la totale assenza della retribuzione di risultato al termine del percorso di valutazione che ha visto impegnata la dirigenza scolastica.
Il CCNI 2024/2025, sottoscritto in ipotesi l’11 settembre 2025 è ancora privo di risposta dagli organi di controllo.
I sindacati firmatari si dividono tra “contenti del risultato”, “non tanto contenti ma convinti firmatari”, “pentiti ma non troppo”, “abbiamo firmato ma non ci piace”; la domanda nasce spontanea: PERCHE’ AVETE FIRMATO IN TUTTA FRETTA? Perché non avete continuato le trattative? Perché non avete ascoltato i dirigenti?
Ci sono solo alcune piccole concessioni che sicuramente non cambiano la vita ai colleghi e che interessano una esigua minoranza dei dirigenti
· Ferie non godute. Possibilità di recuperare le ferie non godute per indifferibili esigenze anche nell’ anno scolastico successivo eliminando la differenza fra «esigenze indifferibili» e «esigenze assolutamente indifferibili»
· Permessi per lutto. Il periodo di fruizione dei tre giorni, anche non consecutivi, di permesso retribuito in caso di lutto per la perdita del coniuge, di un parente entro il secondo grado o un affine di primo grado è stato esteso da 7 giorni a 15 giorni lavorativi dall’evento.
· Periodo di prova dei dirigenti scolastici. Il periodo di prova resta fissato in un anno scolastico, per la cui validità è necessario prestare effettivo servizio per almeno 6 mesi; quando il periodo di 6 mesi non è raggiunto, l’anno di prova va ripetuto ma ai fini della sua validità i periodi lavorati nel primo anno scolastico di prova si sommano a quelli del secondo (semplice buon senso)
· Recidiva nei procedimenti disciplinari. In caso di recidiva, la sanzione del licenziamento disciplinare si applica solo per le sanzioni superiori a 30 giorni di sospensione. Ricordiamo che decorsi due anni dall’applicazione di una sanzione disciplinare, ad essa non può più ricondursi alcun effetto
Parte economica
Secondo quanto compare sui giornali e dalle dichiarazioni dell’Aran l’aumento sarebbe pari a 500 euro (+8,48%) ma in verità l’aumento è di 320 euro mensili lordi così divisi: 230 euro per lo stipendio tabellare e 90 euro per la parte fissa della retribuzione di posizione. L’Aran si riferisce alle risorse aggiuntive della legge di bilancio per il 2022, che però hanno già incrementato il FUN e sono già state percepite dai dirigenti scolastici, prima nei CIR e poi nel CCNI. Ulteriori informazioni saranno fornite nel corso delle assemblee sindacali che U.Di.S.I. terrà nelle varie regioni. La presidente Guadagni commenta ” Con questo contratto abbiamo assistito alla consueta passerella dei sindacati rappresentativi che rappresentano solo se stessi e i propri interessi corporativi, nulla di significativo è stato fatto per i dirigenti e le richieste dei colleghi sono cadute nel vuoto, U.Di.S.I. è qui per cambiare le cose e portare avanti le istanze della categoria con decisione in tutte le sedi”




